Avventure

Fotografia in lettere: Milano

L’ansia e l’emozione come quando sei piccolo e devi andare in gita con la scuola. Viaggiare mi crea sempre questa sensazione infantile, la mia reazione è cambiata di poco negli anni, ancora faccio fatica ad addormentarmi pensando alle cose che mi aspettano il giorno dopo.

Un percorso diverso scorre fuori dal finestrino. Mi fa sempre un certo effetto prendere un nuovo treno, per una nuova destinazione e scoprire nuovi paesaggi. Il nuovo mi destabilizza, ma mi elettrizza allo stesso tempo.
Mi perdo tra i campi e gli animali, mentre penso al fatto che è il mio compleanno e sono in viaggio: sono felice.

Arrivo in Centrale e mi guardo intorno; è enorme, piena di gente che corre, che guarda i tabelloni, che si affretta a prendere la metro.
Io cerco solo di orientarmi, capire dov’è l’uscita, dove comprare i biglietti per la metro, dove andare a fare colazione. Poi vedo i negozi ed il segnalibro della Moleskine con raffigurato il Duomo non può mancare proprio nella mia collezione.
Scendo con le scale mobili, che sono la mia cosa preferita fin da bambina, fino alla metro. 
E la prima volta che la prendo e mi emoziono, alla mente mi compaiono le scene dei film americani o londinesi, questo mi fa sentire parte di un gruppo. Parte di quelli che hanno preso la metropolitana.

Quando scendo alla fermata Duomo ed inizio a salire gli scalini, lo vedo subito.
Sono sconcertata dalla sua bellezza, dalla sua imponenza. Sovrasta la città, i turisti, i negozi, rimane lì nella sua magnificenza sopra il mondo che lo circonda. 
È così bello il Duomo di Milano, con i suoi marmi, le sue guglie, la particolarità di ogni dettaglio. Non l’avevo mai visto se non in tv o per foto.

Io quando sono in giro spesso mi dimentico di fare fotografie vere e proprie, col telefono, è più una cosa che devo cercare di impormi. Quindi le mie fotografie spesso sono in lettere, sono i miei racconti in parole di cosa ho visto e di quello che ho provato. 

Guardare il Duomo mi ha arricchito, mi ha fatto sentire fortunata di essere lì, di poterlo vedere. La maggior parte di persone che vive in città o posti comunque piuttosto affollati, nemmeno se ne renderà conto di quanto è bello vedere cose del genere. Ma se invece, come me, vivi in un paesino perso nella campagna, te ne accorgi subito, della fortuna immensa che hai.

Al Museo del Novecento, gli occhi mi si riempiono di meraviglia, guardando i quadri e le sculture che fanno parte della collezione permanente. Non sarei più voluta uscire, sarei rimasta lì per delle ore, continuando a passeggiare respirando arte. Avrei voluto capire i pensieri degli artisti e rubarne un pezzetto da ognuno, di quella visione che è diventata arte.
Io adoro andare per musei o mostre, mi piace vedere la visione che le persone hanno della vita o di sentimenti e cose più specifiche. 

Tra i negozi di via Torino, della Galleria Vittorio Emanuele II e quelli per arrivare in Piazza San Babila, mi sono sentita come nel paese dei balocchi di Pinocchio. Una schiera di vetrine luminose, in palazzi bellissimi. Si perché oltre a guardare i negozi, provate ad alzare lo sguardo verso i palazzi che li contengono. Qualche acquisto l’ho fatto, ovviamente, anche perchè Milano offre tantissimi negozi che qui nemmeno si conoscono, figuriamoci trovarli.

Poi ho preso i miei ricordi di viaggio: le cartoline e la calamita. Ognuno di noi ha un must have da prendere ogni volta che va in una città o paese nuovo. I miei sono questi. Amo le cartoline perché mi riportano indietro nel tempo e in più mi danno la possibilità di scrivere, scrivere per davvero, con la mia grafia e la penna. Le calamite invece mi aiutano ad arricchire di esperienze il mio frigo, che poverino non va mai da nessuna parte.

La mia giornata a Milano è durata poco, tra il treno che è arrivato in ritardo ed il rientro nel pomeriggio, non ho potuto visitarlo come avrei voluto, ma ci tornerò di sicuro.
Milano mi ha fatta sentire viva e mi ha permesso di osservare la vita, la moltitudine di persone che ti passa accanto, persa nelle loro giornate, mi ha ricordato che non esisto solo io e le poche persone che mi circondano.

Milano mi ha arricchita, di cose belle, di speranze e progetti. Mi ha fatto vedere un pezzettino in più, aprendo così lo spiraglio della mia porta sul mondo. Tutti noi abbiamo una porta, una porta che apriamo viaggiando, conoscendo e confrontandoci.

In conclusione vorrei sapere se anche voi ci siete stati e se avete posti da consigliarmi.

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