Riflessioni

Letargo

Ciao a tutti cari crostacei!

In questi giorni mi sono persa a riflettere sul mio stato d’animo, correlato alle stagioni. A voi capita mai?

Premetto che preferisco il freddo, ma ad ogni cambio dell’ora a Marzo e generalmente con l’arrivo della Primavera ho sempre avvertito quella nota frizzante che portano le stagioni calde, il sole, le giornate che si allungano…tranne quest’anno.

Dal comune cambio d’ora, che è il mio preferito, anche se pare verrà abolito nel 2021, le cose si sono sballate emotivamente. Inizialmente pensavo che fosse dovuto allo spaesamento che da l’ora in avanti, ma passato quasi un mese ho iniziato ad interrogarmi.

Sono spesso di umore altalenante, dormo poco, dormo male, i pensieri che affollano la mia mente sono venati da una malinconia triste ed arrendevole, mi sento schiacciare molto frequentemente dai pensieri, dall’ansia e nello stesso tempo, percepisco un stato d’impotenza.

Quindi mi sono interrogata. Ritengo utile fermarsi per capire o quanto meno provarci. Mettendo insieme i pezzi, mi sono resa conto che non voglio uscire dal mio “letargo emotivo”.

Quest’anno non voglio che sopraggiunga la Primavera, nonostante stia già permeando la mia vita, la mia mente. Ho notato che ho lasciato anche un’orologio della camera indietro, tarato sull’orario “vecchio”, ed anche se mi sono “giustificata” con me stessa dicendo che era appeso in alto, ora capisco che è inconsciamente voluto.

Come se volessi rallentare il tempo, come se avessi ancora bisogno dei maglioni caldi, delle coperte pesanti e di rimanere lì, nella stanza a godermi il buio fuori. Come se nella mia mente volessi trattenere l’inverno, l’immobilità, l’aridità dei pensieri, delle emozioni. Una specie di stand by forzato, tutto questo perchè ho un certo timore.

Le cose stanno cambiando per me, ed il cambiamento è sempre qualcosa che non per tutti è facile da affrontare. Andare incontro alle magliette a maniche corte, significa spogliarsi delle proprie tristezze. Significa rendersi conto che non servono più, che noi le abbiamo già interiorizzate e siamo pronti ad andare avanti, a goderci il caldo. Significa che la parte che continua a volere l’ora precedente sull’orologio, la parte che ancora rimane ancorata al letargo, all’inverno, bisogna riporla come i vestiti nei cambi di stagione dell’armadio.

Sento quindi di dover andare incontro alla stagione che è già subentrata, andare avanti, riporre tutte le mie malinconie e riprendere a vivere nel mio presente stagionale. Lasciarmi trasportare dagli eventi e smettere di far rivivere situazioni ormai sepolte da un campo di girasoli.

Rifiorirò inevitabilmente, quasi per caso, una mattina mi guarderò intorno e capirò che nonostante stessi remando contro, il tempo non si è fermato. Tutto ciò che mi circonderà sarà dovuto all’inverno che ho passato, ma ormai pronto per essere colto.

Seguirò la tensione verso il polo positivo, verso tutti quei progetti, quelle avventure e quelle scelte che tanto ho cercato di ostacolare e con naturalezza uscirò dal mio letargo.

Voi invece che stagione emozionale state vivendo? Vi capita mai di non voler abbandonare il vostro letargo? Ricordate comunque, che anche se in ritardo, rispetto agli altri fiori, sbocceremo tutti, seguendo i nostri ritmi emotivi.

2 pensieri riguardo “Letargo

  1. Anche a me capita spesso di non voler andare avanti e di crogiolarmi nelle mie emozioni,nei miei tempi e nei miei spazi l’unica cosa che posso dire èche è giusto farlo solo così uno riesce bene ad assimilare ciò che vive bello o brutto che sia, non per forza dobbiamo adeguarci ai ritmi e i tempi degli altri,ognuno vive le proprie sensazioni ed emozioni in modi e tempi diversi. Quindi prenditi tutto il tempo che vuoi, o meglio che ti serve. Una persona per me molto cara ultimamente mi ha detto che per superare il dolore bisogna attraversarlo e a volte la strada è lunga e impegnativa però come hai detto tu presto rifiorirai🌻🌻🌻🌻

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    1. Innanzi tutto, grazie! Grazie perchè è il primo commento che ricevo e ne sono molto felice! Sono anche io totalmente d’accordo con l’attraversare il dolore, in questo caso l’inverno, perchè solo così si riesce a farsene qualcosa. Forse non mi sono spiegata come avrei voluto, perchè essendo una riflessione personale di un momento che sto vivendo, i pensieri e le parole si sono confuse un po’. In questo mio caso sento la voglia di primavera, i miei pensieri viaggiano su quell’onda, per farti un esempio già sto pensando alle vacanze, ai possibili concerti, alle cose che vorrei fare. Sento proprio l’aria di novità. Il problema è che una parte di me rema contro. Non vuole rinunciare all’inverno, si sforza di mantenere vivi ricordi e situazioni ormai passate, come se scuotessi qualcosa di inanimato aspettando che prenda vita. Occorre quindi che io mi renda conto che non prenderà più vita ed anche se è difficile, bisogna riporre alcune situazioni, perchè sennò ci tengono fermi e si rischia di non godere nemmeno di quelle nuove.
      Sicuramente è un procedimento ancora lungo, bisognerà capire come mettere via le cose, ma sono sicura che appunto, un giorno quasi per caso, uno si renderà conto di essere fiorito e di star vivendo la sua primavera. Perchè ogni cambiamento non avviene mai solo perchè vogliamo che avvenga o perchè ce lo imponiamo, ma a seguito di apprendimento e quasi scordandocene.
      Grazie ancora e spero di rileggerti presto qui!

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