Recensioni

La mia vita

Salve crostacei! Eccomi di ritorno con una nuova recensione, questa volta si tratta dell’autobiografia di Agatha Christie: “La mia vita”.

Premetto che Agatha Christie è la mia scrittrice donna preferita, fin da quando sono piccola infatti sono stata avvolta dal suo fantastico mondo. Mia nonna possedeva le VHS, dei film tratti dai suoi libri, ed ogni tanto le chiedevo se potevo guardarle nel videoregistratore, alla fine me le ha regalate e le conservo con cura.

Appena deciso che per la quarta tappa della reading challenge #INVIAGGIOCONNĀMAKA, avrei letto una biografia, non potevo proprio esimermi dallo scegliere la sua.

Non avevo mai letto una biografia, chissà perchè le avevo sempre scartate, forte della presunzione di sapere ormai tutto. Mai cosa fu più sbagliata.

Agatha Christie, non solo è la migliore giallista di sempre, ma sa scrivere bene qualsiasi cosa, ci si dimentica presto di star leggendo un libro. Fin da subito ti mette a tuo agio, come se fossi con lei a scambiare quattro chiacchiere sulla vita, davanti a dei pasticcini.

La sua vita è stata ricchissima di eventi ed avventure: i viaggi in Medio Oriente, la carriera da scrittrice, la fervida immaginazione fin da bambina, il diventare madre e gli innumerevoli campi in cui si è cimentata.

Ci racconta le cose che le sono più care, senza pomposità, senza un ordine, nonostante siano tutte consequenziali, con quale “intrusione” nel mentre.

Dall’infanzia, alla prematura perdita del padre, passando per l’incontro col primo marito, lo scoppio improvviso della prima Guerra Mondiale, arrivando alla nascita della figlia Rosalind, il viaggio intorno al mondo, il tragico divorzio, in concomitanza alla morte della madre, l’incontro col secondo marito e poi la seconda Guerra Mondiale, ed infine i viaggi fatti per gli scavi archeologici del marito.

La cosa più interessante è assistere ai racconti della nascita dei suoi romanzi più celebri e dei suoi clamorosi personaggi: Hercule Poirot e Miss Marple.

Oltre ai fatti, che già rendono interessante la lettura, ho trovato parecchi spunti di riflessioni.

Agatha Christie infatti amava la vita e lo rende noto più volte. Ed ha vissuto così: vivendo. So che sembra scontato, ma non lo è. Era realmente grata di vivere, ed anche nei momenti peggiori, il semplice fatto di esistere era sufficiente per non abbattersi. Lezione che forse dovrei tenere ben a mente.

Altre riflessioni interessanti le troviamo a proposito della figura della donna. Di come il costume è cambiato, di come si è evoluta e di quanto lei si sia resa indipendente in un mondo che ti voleva accanto e all’uso del marito.

Una figura femminile da ammirare, semplice ed umile. Non ha mai avuto ambizioni forti e in casa sua era considerata la figlia “lenta”, il genio infatti era la sorella maggiore. Oggi sembra incredibile, ma non aveva nemmeno intenzione di diventare scrittrice, è nato tutto per gioco, per passatempo.

Se la mia stima per lei era già elevata, con questa lettura è accresciuta ancora di più!

Consiglio a chiunque sia appassionato di leggere questo libro, anche solo per “completezza”, oltre che per estremo piacere.

Sono felice di averlo letto, davvero molto, anche se ora sono triste. Lo so, è sciocco, ma non voglio “abbandonare” Agatha, non voglio che questa lunga chiacchierata finisca, vorrei leggerla ancora, vorrei sapere dell’altro. Oh quanto è terribile arrivare in fondo a delle pagine di un libro al quale sei indissolubilmente legata.

Alla famosa domanda: “Quale scrittore, finito un libro, vorresti poter contattare?”, io non ho dubbi sulla risposta. Lei, lei e soltanto lei. La Regina del Giallo.

Un pensiero riguardo “La mia vita

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