Riflessioni

La frenesia di Dicembre

Manca una settimana a Natale e due all’anno nuovo. Dicembre è un mese magico. Le luci colorano le vie ed i negozi, gli addobbi riempiono le vetrine e le case. L’attesa si inganna con dolcetti o piccoli regalini. La promessa di pacchettini pieni di ciò che desideriamo e di pranzi e cenoni colmi di leccornie, ci rallegra.
Ma Dicembre non è solo questo.
Dicembre è anche il mese dei bilanci, il mese in cui il tempo assume tutto un altro significato, finendo col prendere un altro corso.
Veniamo spinti a riconsiderare tutta la nostra vita, tutto l’anno appena trascorso, in previsione di un nuovo inizio.
Abbiamo tenuto fede a ciò che ci eravamo augurati un anno fa? Abbiamo raggiunto i nostri obbiettivi? Ci sentiamo realizzati, soddisfatti?
Ma soprattutto, cosa desideriamo per il nuovo anno? Come dobbiamo organizzarci? Quale nuova tecnica dobbiamo provare per ottenere veramente ciò che ci ripromettiamo da anni?
Il tempo a Dicembre diventa frenetico, si confonde con il nostro tempo. È come se la linea generale dei giorni, mesi, anni; diventasse improvvisamente un tutt’uno con quella della nostra età, dei progressi e dei sogni.
Dicembre è quel mese in cui noi diventiamo un calendario umano. Dove ogni giorno è un banco di prova per relazioni, lavoro, scuola, amore e desideri.
Ecco io penso che la nostra visione di Dicembre, debba cambiare.
Prima di tutto non possiamo decidere e pianificare un anno prima cosa vogliamo fare della nostra vita.
Perché non ha senso. Non puoi sapere come si evolveranno le cose e non puoi nemmeno controllare gli eventi.
Si rischia solamente di accumulare frustrazione. Inoltre si eliminerebbero tutte le possibili sorprese, tutti gli imprevisti che potrebbero portarti a cose che semplicemente non avevi calcolato.
Bisogna svincolarsi dalla programmazione. I desideri, quelli veri, non hanno bisogno di essere programmati o scritti.
Sono presenti nella persona a prescindere da tutto.
Nessuna principessa ha mai avuto un agenda con gli spostamenti di tutti i principi della zona, per programmare un incontro con loro. È capitato e basta, e siccome era un loro desiderio, hanno saputo coglierlo al momento giusto.
La vita con la sua imprevedibilità ci spaventa, ma non è prefissandosi obbiettivi fittizi che risolveremo le cose.
Un’altra cosa importante è smettere di percepire il tempo generico come linea guida. Il tempo dovrebbe basarsi su di noi. Siamo davvero in ritardo? O in anticipo? Abbiamo svolto le tappe della vita in tempo? Siamo troppo vecchi, troppo giovani?
Domande condizionate dal confronto con gli altri e da quello con l’immagine che ci offre società.
Non ci sono tempi giusti, non si è mai troppo in ritardo o troppo in anticipo. Che contano sono le nostre scelte e il nostro tempo.
Quindi lasciate da parte le liste e gli obbiettivi, lasciate perdere le imposizioni e i suggerimenti esterni. Prendete dalle feste solo i momenti più felici.
Senza preoccuparvi troppo di quello che potrebbe succedere tra 6 o 10 mesi.
Vivete il vostro tempo.

P.S.: Nessuno vi obbliga a rispondere alle domande fastidiose dei parenti!

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